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Botti vietati in oltre 2000 Comuni: finalmente un Capodanno di civiltà
In gran parte d'Italia è proibito l'uso di petardi e fuochi d'artificio che ogni anno causano migliaia di feriti

Botti vietati in oltre 2000 Comuni: finalmente un Capodanno di civiltà
 | Il divieto imposto dai Sindaci di città come Milano, Torino, Venezia e Bari e di tantissimi centri minori, anche per rispetto verso gli animali.

Quest'anno la guerra alla barbara, incivile e comunque diffusa usanza dei botti e dei petardi non l'hanno fatta solo le forze dell'ordine ma anche le amministrazioni locali. Sono infatti oltre duemila i Comuni italiani in cui è proibito salutare l'anno nuovo con spari e fuochi d'artificio. Dalle grandi città come Torino, Milano, Venezia e Bari, sino ai centri minori come Ercolano e Seriate. E in alcuni casi le multe arrivano a 500 euro.

È chiaro l'intento dei Sindaci che hanno optato per il divieto: evitare che il 2012 inizi con il solito tragico bollettino delle vittime che ha sempre funestato l'Italia a ogni Capodanno. Ma c'è anche chi, come il primo cittadino di Torino Piero Fassino, ha motivato la sua scelta con la necessità di tutelare gli animali domestici che rischiano la morte per lo spavento.

Una scelta che sicuramente ha a che fare con la sicurezza della popolazione, visto che ogni anno la sera di san Silvestro sono migliaia le persone che riportano ferite più o meno gravi (tanti dei quali sono minorenni), ma anche per gli animali, essendo circa 5000 ogni anno gli animali che muoiono per lo spavento dei petardi di Capodanno.

L'Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) definisce il numero dei Comuni che hanno vietato i botti "un record assoluto inimmaginabile fino a qualche giorno fa". Un'iniziativa di civiltà che però rischia di restare sulla carta se questa sera le Forze dell'Ordine non effettueranno un ampio controllo del territorio per multare in maniera significativa chi trasgredirà le ordinanze (molto spesso emesse nelle ultime ore e quindi non da tutti conosciute) e sparerà lo stesso i botti".

Le misure sono state prese dai tanti comuni italiani "sia a tutela delle migliaia di animali che rischiano la morte, ma anche e soprattutto per tutelare anziani, cardiopatici e bambini".

In provincia di Napoli sono state sequestrate quattro tonnellate di botti e fuochi illegali, una decina di persone sono state arrestate e almeno 12 denunciate. In alcuni casi i materiali esplodenti erano stipati in luoghi impensabili. A Bracciano, in provincia di Roma, un insospettabile padre di famiglia, cinquantenne con un lavoro regolare, arrotondava vendendo botti: è stato arrestato per detenzione illegale di circa sei quintali di materiale esplodente che teneva in una casa di sua proprietà.

Due tonnellate di botti per un valore di circa mezzo milione di euro sono stati sequestrati e tre persone sono state denunciate nell'operazione "Fuoco amico" condotta dalle Fiamme gialle di finanza di Padova. I carabinieri di Verona hanno sequestrato 400 chilogrammi di fuochi artificiali e botti che un uomo di 62 anni teneva in cantina.

Staff

(nella foto, la mano di un ventiduenne dilaniata da un petardo il 29 dicembre 2010)





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