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La neve non salva le settimane bianche
Osservatorio del turismo montano: pochi fiocchi in Veneto e Trentino

La neve non salva le settimane bianche
 | Il maltempo che ha colpito l'Italia non ha centrato l'obiettivo, almeno sino a oggi. Le abbondanti nevicate hanno mancato infatti tutta l'area che va dal Trentino sino al Veneto ed è in questo periodo che si dovrebbero concentrare le settimane bianche, che invece stentano a decollare in tutta questa zona. "La crisi sta colpendo con forza le società di gestione degli impianti, che rischiano un vero e proprio fallimento", spiega Massimo Ferruzzi di Jfc e responsabile dell'Osservatorio italiano del turismo montano.

Vanno meglio le cose in tutto l'arco alpino della Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia: con queste nevicate sperano in una definitiva partenza della stagione sciistica anche le destinazioni dell'Appennino, che hanno sofferto, sino ad oggi, anche di crolli di fatturato che hanno raggiunto in molti casi il -50%. In linea con l'analisi di Jfc anche le osservazioni di Sandro Lazzari, presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari.

"La Val d'Aosta e parzialmente il Piemonte e la Lombardia - spiega Lazzari - hanno avuto neve fin dall'apertura della stagione sciistica e il turismo ha risposto bene. Invece il Trentino Alto Adige e il Veneto hanno sofferto per la mancanza di neve, che tuttavia è stata sparata dagli impianti. Ad oggi ci sono ancora situazioni di grave sofferenza, per mancanza di neve, nel basso Trentino e in Veneto. La mancanza di neve, unita alla crisi economica, hanno inciso sugli arrivi ma, laddove i fiocchi sono arrivati, le percentuali di turisti sono solo di poco inferiori rispetto allo scorso anno. Rimane il fatto che e quanto è stato perso all'inizio della stagione, ovvero dal Ponte di Sant'Ambrogio, non è stato più recuperato".

L'Osservatorio del turismo montano ha analizzato il tipo di clientela giunta finora in montagna che è stata in maggior parte clientela fedele, di ritorno. Ma le diversità tra le località alpine e quelle appenniniche sono notevoli: per le località alpine, la quota di clientela tradizionale è stata pari al 50,9%, contro un 49,1% di nuova clientela; per le località dell'Appennino, invece, la quota della clientela tradizionale sale al 73,4%, mentre la nuova clientela rappresenta il 26,6%.

Inoltre, come dimostra uno studio condotto da Jfc, in questa prima fase di stagione invernale la clientela delle località montane italiane - composta come quota principale da famiglie con bambini (56,6%), da coppie, sia giovani che senior (19%), da gruppi di amici (13,2%) e in misura minore da clienti di agenzie di viaggio e tour operator (11,2%) - è diventata più esigente e attenta a come spende il proprio denaro. In particolar modo, i clienti italiani optano per quelle strutture ricettive che sono in grado di offrire (per il 65,52%) l'area benessere (sauna, idromassaggio, piscina al coperto).

Il 36,96% considera di grande valore il servizio wireless gratuito nelle strutture dell'ospitalità; il servizio navetta di collegamento con le piste da sci (skibus) è considerato importante per il 17,36%; il 12,04% considera particolarmente importante, nella struttura, avere a disposizione un servizio di miniclub. E ancora, attività di animazione ed escursioni (in motoslitta, sleddog, ciaspole, winter trekking) sono importanti per l'11,48%; la ristorazione tipica è elemento di valore per il 10,92%; l'8,68% richiede massima flessibilità negli orari del breakfast e della ristorazione.

Due i servizi che gli ospiti considerano essenziali, ormai irrinunciabili: il parcheggio privato e la ski-room. Vi sono invece alcuni elementi che gli italiani giudicano come dei "freni", dei fattori che condizionano in maniera negativa la loro scelta sulla destinazione di vacanza: per esempio, le località senza area pedonale perdono fascino e non sono gradite agli ospiti e vengono preferite le località che offrono una passeggiata "smog free".

E ancora, non piace la mancanza di un sistema di booking unico: gli ospiti prediligono quelle località che sanno garantire un sistema di prenotazione dei servizi (skipass, skibus, collegamenti) unico e facilmente fruibile. Scoraggiano poi le scarse opzioni oltre lo sci: è forte la richiesta di avere a disposizione attività ludiche e sportive alternative alla pratica dello sci, come pure opportunità per l'aprés ski. Inoltre ormai tutto ciò che è collegabile col benessere diventa un valore competitivo importante per le destinazioni montane: sono infatti le località che sanno coniugare lo sci con il wellness per tutti a riscontrare difficoltà minori; le destinazioni "child friendly", capaci di offrire servizi ad hoc per i bambini negli hotel, sulle piste e nelle aree pubbliche, sono quelle più richieste dal mercato.

La clientela cerca anche eventi e manifestazioni: le località spente sono poco attraenti, non piacciono agli ospiti, che invece desiderano, per le loro vacanza, località frizzanti. Infine in vacanza gli ospiti vogliono essere liberi di passeggiare, bere un caffè o acquistare a qualsiasi ora, considerando anche che i tempi dello sci condizionano le loro giornate.

(Valentina Roncati-Ansa)
Foto: Franco Cogoli/Asiago7Comuni





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