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Zaia cancella i fondi destinati alla cultura cimbra
Sparite le risorse economiche per le minoranze linguistiche

Zaia cancella i fondi destinati alla cultura cimbra
 | Il taglio dei fondi per le minoranze linguistiche del Veneto è arrivato al fondo: è sparita addirittura la voce di capitolo in bilancio di previsione.

Quello che si temeva, dopo i continui dimagrimenti dei trasferimenti alle associazioni che si occupano di cultura e tutela delle minoranze linguistiche, è diventato realtà e per assurdo in un momento in cui il governo della Regione è nelle mani della Lega nord, che ha nel Dna il riconoscimento e la promozione dell'autonomia, del federalismo e la difesa delle radici delle popolazioni venete.

Poca sensibilità anche nei confronti della storia, del resto, perché proprio quella Serenissima Repubblica a cui la Lega si ispira, ha tenuto sempre in gran considerazione queste presenze minoritarie, riconoscendone l'esistenza e alcuni privilegi che hanno potuto conservare loro l'autonomia e lo sviluppo, cessati con Napoleone e il Regno d'Italia.

Protesta il consigliere regionale e presidente del gruppo regionale Udc Stefano Valdegamberi, che è di origini cimbre (nato a Badia Calavena) e che parla il tauch, la ingua altotedesca dei coloni bavaro-tirolesi calati in Veneto a ondate a partire dal secolo XI.

«Rimango basito nel vedere che nei due anni della giunta Zaia si sono ridotti i fondi per la promozione delle minoranze etniche e linguistiche del Veneto, fino a cancellare per il 2012 persino il capitolo dal bilancio. Voglio ricordare al presidente, secessionista padano», esordisce Valdegamberi in un comunicato, «che esiste una legge regionale voluta dai centralisti democristiani che, in coerenza con lo spirito dell'art. 27 del patto internazionale sui diritti civili e politici, adottato a New York nel dicembre 1966 e con lo Statuto regionale, prevede il riconoscimento delle comunità etnico-linguistiche presenti nel Veneto, promuovendone la tutela e la valorizzazione".

"Sulla montagna veneta - continua Valdegamberi - esistono minoranze ladine e cimbre: dalla Lessinia, all'altopiano di Asiago, al Cansiglio, a Sappada e nell'area dolomitica bellunese. La decisione della giunta è uno schiaffo alla montagna veneta».

Poi la stoccata: «Per Zaia questo patrimonio culturale, che potrebbe diventare una leva per il turismo, vale meno di una grigliata sulle spiagge dell'estate scorsa, che ha visto l'assegnazione di un contributo di centomila euro! Per Zaia dunque per le sagre i soldi non devono mai mancare, per la cultura invece...»

(V.Z. - L'Arena)





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