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Sì della Regione Veneto alle Unioni Montane
Sostituiranno le attuali Comunità Montane

Sì della Regione Veneto alle Unioni Montane
 | Spariscono le Comunità Montane, nascono le Unioni Montane.

Con i voti favorevoli di PdL, Lega Nord e Pd, contrari FSV, Verso Nord e Unione Nord Est, astenuta l'UdC, la commissione Affari istituzionali e enti locali, presieduta da Costantino Toniolo (PdL), ha approvato il progetto di legge per l'istituzione delle unioni montane. Non ha partecipato alla votazione Gustavo Franchetto dell'IdV, che al momento del voto è uscito dall'aula. L'esame del provvedimento legislativo è stato preceduto dalle audizioni con i rappresentanti dell'Anci e dell'Uncem.

Il testo approvato, sottoscritto dallo stesso Toniolo, oltre che dai consiglieri Dario Bond (PdL), Piero Ruzzante e Sergio Reolon (PD), Matteo Toscani (LN) e che ha trovato ampio consenso da parte dei presidenti di Anci e Uncem, va a integrare la legge regionale sui servizi associati approvata in Consiglio il 27 aprile scorso, norma che, in ossequio alla disciplina nazionale, fissa al 31 dicembre la chiusura delle Comunità montane.

Il consenso della Lega Nord è giunto in extremis grazie all'accoglimento da parte della commissione del principio della volontarietà da parte dei comuni di aderire o meno all'unione. Il progetto di legge, che ora passa all'esame dell'aula consiliare, prevede la trasformazione delle comunità montane in unioni di comuni, che, una volta costitute, potranno modificare i propri confini, a patto che la loro popolazione non risulti inferiore ai 5 mila abitanti.

Approvato anche un emendamento presentato da Toniolo e Toscani che prevede la costituzione del Consiglio delle autonomie montane. Netta contrarietà al Progetto di legge è stata espressa dai consiglieri Bottacin, Foggiato e Pettenò, che hanno bollato il provvedimento come legge truffa, perchè furbescamente si limita semplicemente a cambiare nome a un ente abolito sia con legge nazionale, sia con legge regionale. Nello spirito dei firmatari del provvedimento legislativo, le unioni montane divengono delle unioni di comuni caratterizzate da elementi di specificità, dettati dalle peculiarità che i territori montani rivestono.

Tra queste assume particolare rilievo l'estrema frammentazione e il sottodimensionamento dei comuni, anche in relazione alle diverse specificità morfologiche. «Le unioni montane - si legge nel testo - succedono in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi della corrispondente comunità montana e continuano a esercitare le funzioni e a svolgere i servizi che svolgevano le comunità montane».

Ogni unione montana sarà retta da un consiglio (organo di indirizzo e di controllo composto dai sindaci dei comuni membri dell'unione e da due consiglieri comunali, dei quali uno in rappresentanza delle opposizioni), da un presidente e da una giunta.

(Ansa)





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