Il libro riporta esperienze e ricordi di chi ha dovuto lasciare la casa e gli affetti per cominciare una nuova vita, immergendosi in un mondo diverso dal proprio, facendolo forzatamente diventare tale con gli anni. Anni trascorsi a lavorare e a far crescere le famiglie, sempre con il pensiero alla propria terra. La nostalgia e le lacrime, ma anche molti sorrisi, sono contenuti in questo lavoro che raccoglie anche un buon numero di fotografie.

Oriella Romanin, nell'esprimere ai presenti le motivazioni che hanno portato alla realizzazione del lavoro ha pure avuto un comprensibile momento di commozione, che ci fa capire quanto profondo sia il solco lasciato dalla separazione delle persone dai luoghi d'origine, anche se avvenuta decine e decine di anni fa. Proprio come oggi accade ai diversi profughi che si allontanano dai conflitti che hanno intaccato le loro città e le loro nazioni. Oppure come più diffusamente succede a milioni di persone che, guerra o non guerra, si ritrovano a cercar fortuna in un occidente opulento che non sempre ha la coscienza e la memoria del proprio passato per poterli accogliere serenamente, senza paure o polemiche ormai ridicole.

Oltre alla Romanin erano presenti alcuni altopianesi ormai stabilitisi in Australia. Tra tutti, a rappresentarli ufficialmente con tanto di fascia rossoblu, il presidente della Comunità Montana di Melbourne, Luciano Benetti, che ha sfoderato il suo simpaticissimo accento angloaltopianese, ringraziando i presenti e raccontando a sua volta esperienze vissute e raccolte da altri, con una verve che ne fa un vero personaggio, degno rappresentante di tutti i Sette Comuni in quel di Melbourne.

Luciano Benetti, Oriella Romanin e gli altri testimoni di quella che è un'altra Italia fuori dai confini nazionali sono stati accolti da un folto pubblico e da un gran numero di rappresentanti locali. Tra gli altri, erano presenti il presidente della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, Lucio Spagnolo; il sindaco di Asiago, Andrea Gios; il sindaco di Gallio, Pino Rossi; l'Assessore al Turismo della Comunità Montana, Andrea Benetti; il parroco di Asiago, don Roberto Bonomo.

Giuliano Dall'Oglio

Nella foto, con la fascia rossoblu, Luciano Benetti tra alcuni rappresentanti dell'altopiano.
(Foto IF Idee e Fantasia)

Prossimamente su questo tema una videonews." /> Altopianesi d'Australia: un libro e tanti ricordi della propria Terra

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Altopianesi d'Australia: un libro e tanti ricordi della propria Terra
Incontro con alcuni rappresentanti della comunità di altopianesi emigrati in Australia.

Altopianesi d'Australia: un libro e tanti ricordi della propria Terra
 | La sera di domenica 19, nella sala del consiglio del Comune d'Asiago, si è tenuto un incontro con alcuni rappresentanti della comunità di altopianesi emigrati in Australia. Oltre allo scambio di saluti e ai simpatici ricordi legati a questa o a quella famiglia, la serata si è rivelata l'occasione per la presentazione di un volume curato da Oriella Romanin (di origini asiaghesi) dal titolo "Altopiano, terra delle nostre radici". E, come ha ricordato Stefania Longhini che ha condotto la serata introducendo i relatori, il libro ha una particolarità: pur avendo il titolo in italiano, è stato pubblicato interamente il lingua inglese. È evidente l'intenzione di diffondere la pubblicazione in Australia, cercando di coinvolgere le nuove generazioni che discendono da quei nonni e bisnonni che lasciarono l'Italia per cercare un po' di fortuna oltreoceano. Ragazzi che spesso conoscono solo qualche parola in dialetto veneto. Ma c'è il desiderio di provvedere prossimamente alla stampa di una versione del libro in lingua italiana.

Il libro riporta esperienze e ricordi di chi ha dovuto lasciare la casa e gli affetti per cominciare una nuova vita, immergendosi in un mondo diverso dal proprio, facendolo forzatamente diventare tale con gli anni. Anni trascorsi a lavorare e a far crescere le famiglie, sempre con il pensiero alla propria terra. La nostalgia e le lacrime, ma anche molti sorrisi, sono contenuti in questo lavoro che raccoglie anche un buon numero di fotografie.

Oriella Romanin, nell'esprimere ai presenti le motivazioni che hanno portato alla realizzazione del lavoro ha pure avuto un comprensibile momento di commozione, che ci fa capire quanto profondo sia il solco lasciato dalla separazione delle persone dai luoghi d'origine, anche se avvenuta decine e decine di anni fa. Proprio come oggi accade ai diversi profughi che si allontanano dai conflitti che hanno intaccato le loro città e le loro nazioni. Oppure come più diffusamente succede a milioni di persone che, guerra o non guerra, si ritrovano a cercar fortuna in un occidente opulento che non sempre ha la coscienza e la memoria del proprio passato per poterli accogliere serenamente, senza paure o polemiche ormai ridicole.

Oltre alla Romanin erano presenti alcuni altopianesi ormai stabilitisi in Australia. Tra tutti, a rappresentarli ufficialmente con tanto di fascia rossoblu, il presidente della Comunità Montana di Melbourne, Luciano Benetti, che ha sfoderato il suo simpaticissimo accento angloaltopianese, ringraziando i presenti e raccontando a sua volta esperienze vissute e raccolte da altri, con una verve che ne fa un vero personaggio, degno rappresentante di tutti i Sette Comuni in quel di Melbourne.

Luciano Benetti, Oriella Romanin e gli altri testimoni di quella che è un'altra Italia fuori dai confini nazionali sono stati accolti da un folto pubblico e da un gran numero di rappresentanti locali. Tra gli altri, erano presenti il presidente della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, Lucio Spagnolo; il sindaco di Asiago, Andrea Gios; il sindaco di Gallio, Pino Rossi; l'Assessore al Turismo della Comunità Montana, Andrea Benetti; il parroco di Asiago, don Roberto Bonomo.

Giuliano Dall'Oglio

Nella foto, con la fascia rossoblu, Luciano Benetti tra alcuni rappresentanti dell'altopiano.
(Foto IF Idee e Fantasia)

Prossimamente su questo tema una videonews.





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